Il “camminare” di Giovanni

Qui vorrei soffermarmi su un bellissimo verbo usato da Giovanni: il verbo greco περιπατέω (peripateō), letteralmente “camminare”.

Si tratta di un verbo certamente molto utilizzato nel greco classico, si pensi che la Scuola Peripatetica era la scuola filosofica fondata da Aristotele: il nome deriva dal fatto che Aristotele insegnava passeggiando nei giardini del Liceo di Atene. Nel Greco del Nuovo Testamento viene ad assumere anche un significato figurato, oltre che a mantenere quello letterale.

1. Uso letterale: lo troviamo ad esempio in Giovanni 5:8: “Gesù gli disse: ‘Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina (περιπάτει)’”.

Giovanni 6:19: “Avendo remato circa venticinque o trenta stadi, videro Gesù che camminava (περιπατοῦντα) sul mare”.

2. Uso figurato: περιπατέω viene a indicare uno stato di vita.

Giovanni scrive περιπατῶμεν κατὰ τὰς ἐντολὰς αὐτοῦ (“camminiamo secondo i suoi comandamenti”): il verbo suggerisce un’azione continua e intenzionale, non un singolo atto, ma uno stile di vita, un modo dell’essere intero. In sintesi, περιπατέω in questo contesto esprime il vivere attivamente in conformità, “conformarsi alla misura, all’ordine divino”, per usare espressioni care ad Antonella.

Vediamo l’uso di questo verbo sia in Giovanni che in Paolo:

Giovanni 1:6: “Questo è l’amore: che camminiamo (περιπατῶμεν) secondo i suoi comandamenti”.

1 Giovanni 1:7: “Ma se camminiamo (περιπατῶμεν) nella luce, come egli è nella luce, siamo in comunione gli uni con gli altri…”

Colossesi 2:6: “Come dunque avete ricevuto Cristo Gesù, il Signore, camminate (περιπατεῖτε) in lui.”

Efesini 5:2: “Camminate (περιπατεῖτε) nell’amore, come anche Cristo vi ha amati…”

Efesini 5:8, l’edizione CEI traduce come: “Un tempo infatti eravate tenebre, ma ora siete luce nel Signore. Comportatevi (περιπατεῖτε) come figli di luce”.

Non condivido questa scelta di traduzione, poiché ‘comportatevi’ ha una connotazione morale che dubito fosse nelle intenzioni di Paolo. Il verbo originale è περιπατέω, quindi sarebbe più appropriato tradurre con ‘camminate’ come figli di luce, o anche ‘operate’, ‘agite’ o ‘muovetevi’ come figli di luce.

Galati 5:16: “Camminate (περιπατεῖτε) secondo lo Spirito”.

2 Corinzi 5:7: “Poiché camminiamo (περιπατοῦμεν) per fede e non per visione”.

διὰ πίστεως γὰρ περιπατοῦμεν, οὐ διὰ εἴδους

La versione CEI traduce εἶδος come ‘visione’; la Vulgata latina riporta species, apparenza. Vorrei offrire uno spunto di riflessione, cogliendo una sfumatura teologica ed esistenziale. La traduzione CEI rendendo εἶδος con “visione” rischia di appiattire quel contrasto che Paolo costruisce tra il mondo visibile/sensoriale e la dimensione invisibile della fede.

Qui εἶδος non indica semplicemente ciò che si vede, ma rimanda a ciò che è ‘visibile’, ‘apparente’, e dunque ‘certo’ secondo i parametri del mondo sensibile. Paolo sta costruendo un forte contrasto tra il mistero della fede e il mondo delle certezze sensoriali. Non si tratta semplicemente di un vedere o non vedere, ma di una tensione tra due modi di esistere: uno basato sull’apparenza, sull’evidenza tangibile (εἶδος), e l’altro sulla fede, che procede anche dove l’occhio non arriva.

Per questo motivo, tradurrei: “Camminiamo per fede e non secondo le certezze di ciò che è visibile”.

Una resa di questo tipo restituisce meglio l’intento paolino: la vita del credente è orientata non dalle evidenze del mondo sensibile, ma dalla fiducia in una realtà più profonda, invisibile, eppure vera.

Altro punto da sottolineare è che il verbo περιπατέω è profondamente intrecciato con diversi temi biblici chiave:

-Camminare nella Luce: il tema del camminare nella luce è prominente nel Nuovo Testamento. Significa vivere nella verità e nella comunione con Dio. In Giovanni 8:12, Gesù dice: “Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà (περιπατήσει) nelle tenebre, ma avrà la luce della vita”. Questo uso metaforico di περιπατέω enfatizza il contrasto tra vivere nel peccato (tenebre) e vivere nella verità (luce).

-Crescita spirituale e maturità: Paolo usa spesso περιπατέω per descrivere il processo di crescita spirituale e maturità. Questo tema sottolinea l’importanza dello sviluppo spirituale continuo guidati dallo Spirito Santo.

-Condotta etica e vita morale: condurre, agire secondo uno stile di vita che rifletta la propria fede.

-Comunione e comunità: camminare insieme in comunione e comunità è un altro tema importante. In 1 Giovanni 1:7, è scritto: “Ma se camminiamo (περιπατῶμεν) nella luce, come Egli è nella luce, abbiamo comunione gli uni con gli altri”. Il corpo dei credenti, senso di unità e scopo condiviso.

Appare evidente allora che il verbo περιπατέω è un potente metafora nel Nuovo Testamento. Esso racchiude l’essenza del cammino cristiano, sottolineando sia l’atto fisico del camminare sia le dimensioni spirituali del vivere una vita “in conformità con l’ordine divino”, come sottolinea Antonella. Attraverso l’uso di questo verbo, Giovanni e Paolo invitano i credenti a una ricerca continua e attiva, guidati dalla luce di Cristo e dallo Spirito Santo. Questo uso sottolinea la dimensione attiva e continua del vivere cristiano. Esperienza viva, relazione.

Amore fecondo, che produce frutti nelle relazioni umane, canale attraverso cui l’amore divino si diffonde e trasforma le relazioni umane.

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